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giovedì 16 gennaio 2014

Stefano Feltri: “Nomine pubbliche, l’unica rottamazione che non comincia mai



da: Il Fatto Quotidiano

La superficie della politica è in continuo mutamento, nascono partiti, vengono stravolte leggi elettorali, avanza la generazione dei quarantenni. Ma è quello delle nomine il termometro giusto per misurare la temperatura dell’immobilismo italico. Se non cambiano le persone che hanno in mano le vere leve del potere, cioè aziende semi-pubbliche con bilanci degni di piccoli Stati, il resto conta poco. E il momento della verità si sta avvicinando, la stagione delle nomine pubbliche è in arrivo e le manovre sono cominciate.

In un’intervista all’Huffington Post, il viceministro Antonio Catricalà dice di non volersi candidare a nulla, ma dice anche che non ci sarebbe alcun problema di conflitto di interessi se andasse all’Eni (stupisce tanta disinvoltura da un ex garante Antitrust, che tante volte ha denunciato le troppe indulgenze della legge italiana in materia). L’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, ha cominciato da sei mesi la campagna per ottenere il quarto mandato e nessuno sembra in grado di fermarlo. Quando un manager guida un’azienda al centro di un reticolo di geopolitica, sicurezza e scandali come l’Eni per otto anni diventa un potere autonomo, molto più forte di chi, in teoria, sarebbe il suo datore di lavoro, cioè il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, azionista di controllo con il Tesoro.