da:
Lettera 43
Esodati, pronti 5 miliardi
Salvaguardati 65 mila lavoratori.
Restano fuori 130 mila.
Solo
in pochi possono tirare un bel sospiro di sollievo. Una parte dell'esercito
degli esodati, che temeva di restare senza lavoro e senza pensione, ha ricevuto
una buona notizia il 23 maggio, gli altri restano appesi all'incertezza.
Nel giorno in cui la riforma del Lavoro ha superato l'esame della commissione del Senato, il ministro Elsa Fornero ha messo a punto una bozza di decreto che stanzia 5 miliardi e 70 milioni per salvaguardare 65 mila lavoratori tra il 2013 e il 2019.
Nel giorno in cui la riforma del Lavoro ha superato l'esame della commissione del Senato, il ministro Elsa Fornero ha messo a punto una bozza di decreto che stanzia 5 miliardi e 70 milioni per salvaguardare 65 mila lavoratori tra il 2013 e il 2019.
Numeri
che comunque non soddisfano tutti. Il Partito democratico ha sostenuto che
serva di più, e anche il presidente della commissione Lavoro Silvano Moffa è
stato piuttosto duro, stimando sulle 130 mila unità i lavoratori destinati a
restare fuori dalle misure del decreto.
Paolo
Ferrero, leader del Partito della rifondazione comunista, che ha attaccato
duramente l'operato dell'esecutivo, minacciando uno sciopero generale.
Il
decreto, composto da 8 articoli, è stato inviato a Mario Monti perché deve
essere varato di concerto con il ministero dell'Economia.
25 MILA IN PENSIONE CON LE VECCHIE
REGOLE. Per la mobilità il contingente numerico previsto
per coloro che possono andare in pensione con le vecchie regole è di 25.590
persone mentre per la mobilità lunga si prevede che i beneficiari siano 3.460.
Per
i fondi di solidarietà (a partire da quello del credito) i beneficiari sono 17.710
mentre i prosecutori volontari previsti sono 10.250.
I
lavoratori esonerati dal servizio che possono andare in pensione con le vecchie
regole sono 950 mentre i genitori in congedo per assistere figli disabili
salvaguardati sono 150.
INCENTIVI ALL'ESODO: SALVAGUARDATE
6.890 PERSONE. Per accordi di incentivo all'esodo
vengono salvaguardate 6.890 persone.
Il
limite del fabbisogno complessivo è individuato nella legge di conversione del
decreto Salva-Italia. Il totale delle risorse, pari a 5.070 milioni di euro, è
così suddiviso: 240 milioni per l'anno 2013; 630 milioni per il 2014; 1.040
milioni per il 2015; 1.220 milioni per il 2016; 1.030 milioni per il 2017; 610
milioni per il 2018 e 300 milioni per il 2019.
STESSE REGOLE PER LE MOBILITÀ ENTRO IL
4 DICEMBRE 2011. La possibilità di andare in pensione
con le vecchie regole è lasciata anche ai lavoratori che entro il 4 dicembre
2011 erano già in mobilità e che raggiungono i requisiti entro il periodo di
fruizione dell'indennità di mobilità.
La
mobilità dura al massimo 36 mesi per i lavoratori ultracinquantenni ma 48 per
gli over 50 del Mezzogiorno.
Possibilità
di andare in pensione anche per coloro che hanno prestazioni a carico dei fondi
di solidarietà.
Chi
ha stipulato accordi entro il 4 dicembre per l'accesso a questi fondi può
restare a carico del fondo fino a 62 anni di età.
REQUISITI DA OTTENERE ENTRO IL 2013. Per coloro che hanno avuto l'autorizzazione alla prosecuzione volontaria e almeno un contributo versato al 4 dicembre i requisiti per la pensione con le vecchie regole devono essere ottenuti entro il 2013.
Stesso limite anche per i lavoratori che entro il 31 dicembre abbiano fatto accordi individuali o collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative (e comunque senza la mobilità) che abbiano lasciato il lavoro entro la fine del 2011.
REQUISITI DA OTTENERE ENTRO IL 2013. Per coloro che hanno avuto l'autorizzazione alla prosecuzione volontaria e almeno un contributo versato al 4 dicembre i requisiti per la pensione con le vecchie regole devono essere ottenuti entro il 2013.
Stesso limite anche per i lavoratori che entro il 31 dicembre abbiano fatto accordi individuali o collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative (e comunque senza la mobilità) che abbiano lasciato il lavoro entro la fine del 2011.
Nessun commento:
Posta un commento